Pagina:Poe - Storie incredibili, 1869.djvu/119

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MORELLA



 «Lui stesso, per lui stesso, con lui stesso, — omogeneo eterno.»



Ciò che provava relativamente alla mia amica Morella, era un profondo, ma singolarissimo affetto. Avendo io fatto la sua conoscenza a caso, or son molt’anni, l’anima mia al nostro primo incontro divampò d’un fuoco sin allora per lei ignoto: ma non eran quelle le fiamme di Ero1, e fu davvero un amaro affanno per lo spirito mio la convinzione crescente ch’io non n’avrei mai potuto definire l’insolito carattere, nè regolare l’errante intensità di quelle. Nondimeno andammo intesi, e il destino ci ebbe unito a piè dell’altare. Nè io mai le discorsi di passione, nè pensai all’a-

  1. Si conosce la fine di Ero, sacerdotessa di Venere, e di Leandro, il quale nottetempo da Abido passava a nuoto l’Ellesponto per recarsi a visitarla a Sesto.

    B. E. M.