Pagina:Poe - Storie incredibili, 1869.djvu/121

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destava dalle ceneri d’una filosofia oggidì morta parole bizzarre e gravi, che per virtù del loro mistico senso imprimevansi in modo indelebile nella mia mente. E allora durante ore ed ore mi abbandonava fantasticando al suo fianco, e tutto rapito seguiva la musica della sua voce, sino a che, a lung’andare, tal melodia si addensava di terrore, e tenebra fitta avvolgeva l’anima mia, e sepolcral pallore mi si pingeva in volto, ed ogni mia più intima fibra si commoveva convulsa per effetto di que’ suoni ultraterreni. Per cotal modo la gioja convertivasi d’un tratto in orrore, e l’ideale del bello tramutavasi in ideale del brutto, nella stessa guisa che la valle di Hinnom è diventata la terribil Gheenna1.

È inutile il fissare l’esatto carattere del problemi emergenti dai succitati volumi, problemi che per lunga pezza furono quasi esclusivamente il solo obbietto dei nostri discorsi. Chi ben conosce ciò che potrebbe chiamarsi morale teologica, facilmente potrà concepirli, ma, chi è affatto digiuno di lettere, non giugnerà certo ad averne la benchè menoma idea. Lo strano panteismo di Fichte, la Palingenesia modificata dei Pitagorici e, soprattutto, la dottrina dell’Identità tal quale venne presentata dallo Schelling, erano generalmente i punti di discussione che maggiormente allettassero l’immaginativa di Morella. La quale identità, nomata personale, parmi che Locke la faccia molto giudiziosamente consistere nella permanenza dell’essere razionale.

  1. È nota ai critici l’interpretazione metaforica della parola ebraica gehenna nella significazione d’Inferno.

    B. E. M.