Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/154

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148 poemetti allegorico-didattici

la sete spegne e ’ncende la lussura,
se femina la porta uom ne ’nnamora:
per la mia donna amorosa s’approva.

     Diaspide quart’è al mio parimento, 19
ed è lucente, di verde colore,
vertudiosa legata in argento;
chi parturisce, menoma ’l dolore,
e chi la porta a suo difendimento,
fantasme scaccia e strugge febri ancore;
ed a portarla quand’è consecrata,
fa la persona potente e innorata,
piacente a pervenire a grand’onore.

     La quinta gemma Záffiro s’appella, 20
ed è d’uno colore celestrino;
gemma dell’altre gemme, cara e bella,
conserva la vertú che non vien meno;
umile e dibonaire mantien quella,
ed è in nigromanzia su’ valor fino;
presenta di madonna la su’ altezza,
ché splende oltr’a li ciel’ la sua chiarezza
del viso suo splendiente e sereno.

     La sesta pietra ha nome Calcedonio, 21
ch’è di color tra giacinto e berillo;
per sua vertude fugge lo demonio,
di sé lo parte e mettelo in assillo;
ed a vincer li piati è molto idonio
secondo ch’ai piú savi udit’ho diRlo;
non è di color bianco propiamente,
sonne di tre colori al mio parvente:
non fue nessun giá mai miglior di quello.

     E la settima pietra è lo Smeraldo, 22
che ne la fronte dinanzi è assiso;