Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/162

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156 poemetti allegorico-didattici


     E Prassio sí v’è, ’n verde colore, 48
ed ha due qualitadi sanza fallo:
l’una ha tre vene bianche, pon l’autore,
l’altra sanguigne gocciole ’n su’ stallo;
èvin un’altra, che cria ’l freddore
d’acqua che ghiaccia, poi divien cristallo;
somiglia la bianchezza del su’ viso,
ch’accende amor nel cor, chi ’l guarda fiso,
che vien giocondo poi per lungo stallo.

     Galatida si trova entro in un fiume, 49
che Nilo sí l’appella la scrittura;
né non risprende, né dá chiaro lume,
color di cener sembra sua figura;
le sue vertudi dicerovi come:
val quanto tutte l’altre in lor natura;
moltiplica lo latte, alleggia ’l parto;
di sua vertú laudar piú me ne parto:
chi tienla ’n bocca la mente peggiora.

     Oritesse vi è, nera e ritonda, 50
e tal v’è verde a bianco macolato;
la ner’è di vertú molto gioconda,
sana morsure coll’olio rosato;
la verde ogne fortuna rea affonda,
un’altra n’è ch’a ferro è somigliato;
e non poría nessuna ’ngravidare,
e gravida faría ben disertare,
chi la portasse a lo collo appiccato.

    Èvi una gemma c’ha nome Liparia, 51
e nasce in Finichia la regione;
le fiere vanno lá dove riparia,
e puolle prender l’uom quella stagione.
E Onigrosso v’è, ch’è lagrimaria,