Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/164

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158 poemetti allegorico-didattici

come smiraldo è verde, bella e chiara:
in Arabia si truova in luoghi degni.
Gecolito non v’è con bella cara,
ma sua vertú fa miraboli segni:
come nocciol d’auliva è sua parenza;
ed al mal de la pietra dá guarenza,
chi la tritasse e ber no la disdegni.

     Pirritesse, che ha ’l nome dal fuoco, 56
(ch’è tanto quanto fuoco pirre a dire),
è una gemma che cuoce non poco;
però si vuol con ratento tenere.
Diacodosse v’è posta in su’ loco:
costringe e fa i demon’ parlare e dire;
somiglia lo berillo quasi scorto,
perde le sue vertú se tocca uom morto;
è cara gemma a chi la sa tenere.

     Dionisia v’è, nera, e par gottata 57
di gocciole di rossetto colore,
e, se la fosse con acqua bagnata,
l’ebrietadi scaccia e rende odore;
gemma di nobile vertude ornata,
istá ne la corona del valore.
Grisoletto v’è, gemma che s’accende
e tragge a color d’oro, sí risprende;
cosí fa in cor gentile il fin Amore.

     Grisopazio sta ’n quella corona, 58
ed è gemma che nasce in Etiopia;
fra l’altre gemme di cui si ragiona,
è graziosa appo la donna mia;
la notte luce e lo giorno sta bruna,
palida di colore è tuttavia.
Lx. son le gemme con vertude,
sí com’Evax re scrive e conchiude,
e tutte l’ha madonna in sua balía.