Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/169

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l’intelligenza 163

e come combattero, a motto a motto;
e le pulcelle che menâr con loro,
che vennero ’n aiuto al buon Ettoro,
quando fu Troia e ’l paese distrutto.

     Èv’Alessandro e Rosenna d’Amore, 74
messer Erecco ed Enidia davante;
ed èvi Tarsia e ’l prence Antinogore,
ed Appollonio, la lira sonante;
e Archistrate regina di valore,
cui sorprese esto Amore al gaio sembiante;
èvi Bersenda e ’l buon Diomedesse,
èvi Penelopé ed Ulizesse,
ed Eneasse e Lavina davante.

     E non fallío chi fu lo ’ntagliadore 75
e la bella Analida e ’l buon Ivano;
èvi intagliato Fiore e Blanzifiore,
e la bell’Isaotta Blanzesmano,
si com’ella morío per fin amore,
cotanto amò Lancialotto sovrano;
èvi la nobile donna del Lago,
quella di Maloalto col cuor vago,
e Palamides cavalier pagano.

    Èvi lo re Daví e Bersabee, 76
quella per cui fece uccidere Uria;
e ’l bel Narciso a la fontana v’èe,
com’egli innamorò di sua ombría;
e la foresta d’Armante, dov’èe
Merlino ’nchiuso per gran maestria;
evi la tomba per incantamento,
come medesmo insegnò lo spermento,
a quella che l’avea ’n sua segnoria.

     Dall’altra parte ha ’ntagli di fin auro, 77
che sono a fin moisè lavorati: