Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/204

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198 poemetti allegorico-didattici


     Cesare v’è che non può riposare, 202
che seguita Pompeo e li scampati;
andò ’n Costantinopole per mare,
vide Troia la vecchia, e i nominati
Ettoro, Accille, ove ’l sepolcro appare,
lá dove i Greci fuôr tutt’attendati;
quivi li fu allora presentata
la testa di Pompeo e l’ambasciata;
re Tolommeo li mandò amaestrati.

     Ed èvi come pianse infintamente, 203
sol per coprirne la tropp’allegrezza;
e non pianse a Tessaglie, ov’aspramente
vide morir cotanta gentilezza;
piagnendo e’, la masnada era ridente:
chi vide a duca mai far tal falsezza?
e poi n’andò al castel di Paluse,
ov’eran le due serocchie rinchiuse:
Cleopatra regina di bellezza.

     Come la trasse di pregion, v’è tutto, 204
le sue bellezze e ’l bello adornamento;
come assalito fue v’è pinto a motto,
nel gran palazzo, con molt’armamento.
Quel palazz’era inciamberlato e sdotto
con molte gemme di gran valimento;
lo smalto iera d’onix e calcedonî,
imagini v’avea d’assai ragioni,
d’argento e d’auro di gran lucimento.

     Cleopatra sedea verso lo sguardo 205
di Cesare, ch’a lei stava davanti;
ben parea donna di grande riguardo,
a Cesare fedía ’l cuor co’ sembianti;
d’amor sovente li lanciava un dardo;