Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/206

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200 poemetti allegorico-didattici

ed eranvi mangiar’ dilicatissimi;
in gran sollazzo fuoro a cena entrati;
de le novelle del Nilo assai dissevi
Alcoreùs, li ne fece insegnati;
al matin li assalio servo Fortino;
Cesare non avea l’arme ’n dimino,
gridò suoi cavalier’ disceverati.

     Cleopatra s’armò con gran franchezza 210
e faceva mirabole difensa;
Cesare, che vedea sua gran prodezza,
altro mai che di lei non cura o pensa;
il palag’iera di sí gran fortezza,
che non potean per forza avere offensa;
Antonio giunse in sull’alto matino,
quivi prese e tagliò ’l capo a Fortino,
poi fecer falso accordo e rea propensa.

     Cesare vinta la guerra d’Egitto, 211
ed annegato Tolommeio allora,
Gaumedesse v’è dipinto e scritto,
come tolse per moglie l’altra suora,
e Cesare assalío senza respitto;
sí che per mar si mise a nuoto ancora,
e ’n bocca avea il palio a sè ispogliato,
e ’n man avea un car libro sagrato,
e notò tanto che fu ’n terra dura

     Ed agunò sua gente ch’iera sparta, 212
e prese Gaumedesse e fél morire;
èvi dipinto com’anzi si parta,
che tutto Egitto a lei fece ubbidire;
e de le fedaltá fece trar carta:
Cleopatra regnò con grand’ardire;
al re Giuba n’andò a perseguirlo,
Catone e’ suoi vi fuôr per contradirlo,
e ’l re Giuba vi fu morto, ’l gran sire.