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Pagina:Poemetti e liriche di Edgar Poe, Carabba, Lanciano, 1930.pdf/41

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ULALUME


Uggioso e grigio era il cielo,
e le foglie passe e giallicce,
inaridite morivano!
Solo vagavo una notte d’ottobre
del memorabil anno della vita mia,
vicino al fosco lago d’Auber,
nella nebbiosa valle del Weir,
tra gli umidi stagni d’Auber,
nella selva del Weir,
dimora di fantasmi.

Colà, un tempo, io e Psyche,
l’anima mia, lungo un viale
di cipressi giganteschi,
eravam passati nei giorni
che il mio cuore era un vulcano,
come la solforosa lava
che scorre pe’ fianchi del Yanek,
nell’estreme regioni del polo.

Grave fu il nostro discorso —
i nostri pensieri malinconici