di questa tomba, dolce sorella?”
“Ulalume, Ulalume!” rispose ella;
“quest’è la sepoltura
della defunta Ulalume!”
Allora il povero mio cuore
s’incenerò, come le foglie passe
e giallicce, come le foglie
secche e inaridite.
“Fu d’ottobre, e proprio questa la notte
di quell’anno” gridai “ch’io venni,
con un terribil fardello quaggiú:
la notte di tutte le notti!”
Qual demone m’ha in fino a qui tratto?
Ben vi ravviso ora o fosco lago d’Auber,
o umidi stagni d’Auber, o selva,
albergo degli spettri dell’Auber.