Pagina:Poesie (Carducci).djvu/1022

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996 rime e ritmi

Salve, Ferrara! Dove stan le belle
torri d’Ateste e case d’Arïosti
eran paludi e i Lingoni coloni
                           84davan le reti

al mare incerto e combattean la preda,
quando campati innanzi la ruina
del latrante Unno i Veneti e dal Fòro
                           88giulio i Romani,

sí come i Liguri avi da le belve
ne le disperse stazïon lacustri,
qui confuggiro e ripararon l’alto
                           92seme di Roma.

Salve, Ferrara, co ’l tuo fato in pugno
ultima nata, creatura nova
de l’Apennin, del Po, del faticoso
                           96dolore umano!

Poi che di sangue vínilo rinfusa
pugne cercando e libertà, trovasti
risse e tiranni, a l’orïente — O bianca
                           100aquila, vieni! —

chiamasti. E venne. Ah ponte di Cassano,
ah rive d’Adda, quanto grido corse
l’aure lombarde, allor che su ’l furore
                           104d’Ezzelin domo