Pagina:Poesie italiane.djvu/12

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la dotta città. I Morgagni, i Pontedera, i Poleni, i Dandini, i Volpi ed i Facciolati non solamente vedeano in lui un giovinetto d’alte speranze, ma lo interrogavano ancora qual giudice sottile ed accorto; ed egli non cessò mai, ripatriato che fu, di ricordar con riconoscenza, con ammirazion, con diletto quegli Amici, que’ tempi, e que’ suoi giovanili sudori.

Dettò in Italiano, e in Latino con somma purità e squisitezza; e fu perito del Greco, e dell’Ebraico, non che del Francese, dell’Inglese, e dello Spagnuolo. Versi però non iscrivea che Italiani. Intese la musica, ed ogni bell’arte così, che potea sentenziar d’un