Pagina:Poesie italiane.djvu/55

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Chiaro spirto gentile, e qual tristezza
De la tua fronte il bel sereno adombra?
Sai pur, che move ognora un turbo, e spezza
32L’umane vite, come nebbia od ombra.

     Ma l’alma qui rinchiusa, cui vaghezza
Preme del cielo, e il basso mondo ingombra,
Di cruda morte il colpo già non prezza,
36Se non quanto la rende lieve e sgombra.

     Onde spiegando desiosa l’ale,
Esce de l’aer fosco, e ad una ad una
39Varca le stelle, e ne l’empireo sale:

     Dove nè vel di notte algente e bruna,
Nè di nuvol irato nebbia, o strale
42II queto raggio suo turba, nè imbruna .