| Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta. |
| ALCEO | 149 |
omonimo al tessalo. — Analogamente, il tempio di Segesta è fabbricato ai piedi dell’altura su cui sorgeva la città.

75 (10)
A DIÒNISO
Erafïota: ché non, Signore....
Anecd. Par. Gram., 3, 121, 5. Son due parole; ma offrono un certo interesse. Diòniso è qui chiamato erafiota; e il perché dell’epiteto è narrato da Nonno. Secondo il mito, Dioniso era stato concepito, padre Giove, da Semele. Quando la donna fu incenerita per vendetta di Giunone, Giove rapí il bambinello al morto alvo materno, e lo rinchiuse nel proprio femore, dove giunse a maturità, sinché vide la luce. E allora dice Nonno (IX, 16 sg.), Ermete, che lo raccolse, «lo chiamò Diòniso, perché il Croníde, portando il fardello nel femore affaticato, andava a pie’ zoppo, e zoppo in dialetto siracusano si dice nysos[1]; e
- ↑ Διός = di Giove, νύσος = zoppo (in dialetto siracusano): la posizione dei termini non è esatta; ma non vorrebbe dir molto.