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Pagina:Poeti lirici (Romagnoli), vol. II.djvu/241

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AMORE ANTICO

Atti, gran tempo è omai | di te m’innamora.

Efestione, 7, 7, p. 23. — Assai probabilmente, a questo frammento si riferiva Terenziano Mauro scrivendo (De metr., 6, 390 Keil) «Cordi quando fuisse sibi canit Atthida parvam, florea virginitas sua cum foret». E probabilmente le ultime parole del grammatico parafrasano il verso di Saffo che immediatamente seguiva.

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IL FIORE IN BOCCIO

Mi sembrasti una bambina | senza grazia, piccina.

Riferito da Plutarco, il quale dice che l’ἄχαρις, da me reso, alla lettera, con senza grazia, significava piuttosto «non ancora adatta all’amore». Gli editori, quasi concordi, uniscono, come appartenenti alla medesima poesia, questo frammento col precedente. E a sostegno si può citare forse Massimo Tirio, il quale (18, 9) ricorda questo verso a proposito di Socrate, che, per quanto fosse