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Pagina:Poeti lirici (Romagnoli), vol. III.djvu/177

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ANACREONTE 175


mento è tra le pure gemme di Anacreonte. E la forma metrica, con una sincope nel penultimo e nell’ultimo piede, lo allontana dalle armonie facili e un po’ smancerose di altre canzonette. Aggiungo la realizzazione ritmico-melica. E per chi non leggesse musica, ecco il testo greco, scandito, con le anaclàsi (sincopi) rese evidenti mediante la ripetizione delle vocali sulle quali si effettuano. Credo che nella realizzazione musicale la penultima sillaba, che con l’ultima formava la cadenza, si allungasse sino al valore di tre momenti (│__).


Με γά λῳ δεῦ τέ μ’Ἔ ρως κο οψ εν ὥσ τε χα αλ κεύς
—— 𝄐


51 (42)
AMORE E MORTE

Deh, m’avvenga di morire, ché altrimenti
non sarà ch’abbiano fine i miei tormenti.

Efestione, 12. — Sembra accento di passione sincera e profonda.

52 (79)
ODI ET AMO

Così t’amo e non t’amo,
farnètico e non farnètico.

Efestione, 5. — Sincero, anche questo; e colpisce per la sua modernità. A tutti verrà in mente l’odi et amo di Catullo.