Pagina:Politici e moralisti del Seicento, 1930 – BEIC 1898115.djvu/190

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184 anton giulio brignole sale


certe scorreggiate larghe larghe, quasi piattonate, acconcie maggiormente ad intronar il capo di quei che odono, che a macerar colui che sente: dalle quali posto ciascheduno in gran curiositade, non vi sta gran tempo, posciaché il sonoro confratello, col lasciarsi veder cinto, non di un centuria, ma di una cinghia, qual non l’ebbe mai l’alfana di Morgante, mette agevolmente in chiaro ciò che al buio egli adoperò.

Ma a Germanico tornando, non pur sembra nulla al vero somigliante, ch’egli della propria sua coscienza si appagasse, perciò ch’era ed uomo, ed uom romano, e di mestier guerriero, ma anche perché da altre sue azioni scorgesi assai chiaro, ch’egli fosse sommamente ambizioso per condizione speziale di sua natura.

Riandate un po’ per grazia quel discorso, che sul boccheggiare ei fece a’ suoi parenti e amici, sí patetico, da trarre i fulmini di mano a Giove per pietade, e porgli in man degli uomini per giusto sdegno. Che ne volle egli pretendere? Che ’l vendicassero da chi lo aveva attossicato. E perché, o Germanico, cotal vendetta? se per render testimonio agli uomini, che fosti ucciso a torto, or non ti basta la tua coscienza? se per dimostrar di quali amici provveduto avesserti vivendo que’ tuoi modi, nobili, cortesi, e saggi, questa è ambizion, che giunge alla crudeltá. Perciocché se a fabricar la tua sventura gl’influssi del maggior pianeta ancora, cioè a dire di Tiberio, son concorsi, tu al solazzo di una inutile vendetta, totalmente vano per un morto, vuoi che ceda il rischio mortalissimo de’ tuoi congiunti, mentre gl’irriti contro il piacer di quel Tiberio, il quale fa pagare con la stessa vita, non che aver voluto contrastare, ma spiare la voglia sua. È egli questo un non curar splendor di fama, perché si abbia luminosa la coscienza, o pure un imbrattare la coscienza dentro il sangue, ed oscurarla dentro le miserie de’ tuoi cari amici, per acquistar fama di esser al dispetto dello stesso imperatore morto non invendicato di chi ti uccise? Non cosí Catone, il quale, forse in tutto, certo molto piú di te, solo alla sua coscienza chiedeva di se stesso testimonianza. Dopo la Farsaglia avea nell’Africa gran genti, po-