Pagina:Politici e moralisti del Seicento, 1930 – BEIC 1898115.djvu/75

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della ragion di stato - i 69


e utilitá propria, cioè o di uno, o di pochi, o di molti, questi sono governi non retti, e diversi da quelli che sono retti e buoni; laonde pose tre specie o generi di republica retta: chiamando il governo d’un solo, che governa a beneficio universale, regno; il governo de’ pochi ottimati, republica d’ottimati, o perché quelli che governano sono ottimi, o perché governano riguardando a che è ottimo per la cittá; e quando il governo è in mano della moltitudine, che l’indrizza al ben publico, questa sorte di stato chiamò republica, dando a questa specie il nome del genere, che è commune a tutte le sorti di governo. Pose anche parimente tre sorti di governo non rette, e degeneranti dalle rette: la tirannide, che è principato d’uno, che governa a sua propria utilitá; lo stato di pochi, che governano ad utilitá de’ ricchi e potenti, che chiamò oligarchia; il governo del popolo, che riguarda al bene e commodo de’ poveri. Questi generi, o specie, di republica considerò poi Aristotele potersi formare in molte e diverse maniere, si che ciascuna delle sei specie in piú specie specialissime divise e distinse; delle quali ora non ne faremo menzione, bastandoci le piú universali per potere a ciascuna di loro addattare la sua propria ragion di stato: essendo diversissimi li mezzi con li quali si conservano le buone republiche da quei delle ree: anzi non essendo medesimi i mezzi, con il quale il re buono conserva il suo regno, con quelli degli ottimati; e quelli delle buone republiche essendo diversi da quei de’ due primi. Cosí sappiamo altri mezzi usar il tiranno per conservar sé e il suo dominio, da quelli dell’oligarchia e della republica popolare. Anzi di piú osserviamo in ciascuna delle sei specie di republiche esser gran diversitá di ragion di stato, e usarsi diversi mezzi avendosi riguardo a diversitá di cose: come se si ha riguardo alla persona del dominante, o alla conservazione del dominio; e in questo ancora si procede diversamente, se si considerano i pericoli interni, o gli esterni: e degli interni ancora altrimente procede il re per conservar sé e il regno dalle insidie, che potrebbero essergli tese, o da’ potenti nella republica o da la plebe: altrimente gli ottimati procedono, procurando che alcun potente