Pagina:Poliziano - Le Selve, 1902.djvu/230

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214 le selve

Vengono poscia gli sguaiati mimi:
L’involuto Sofrone e Filistione,1090
Che perde alfin per ridere la vita;
Di qui la sfrenatezza di Laberio
Fu sull’Itale scene manifesta,
Di Publio Siro insiem coll’abbondante
Sentenzïar morale.1095
E alcuni quasi
Prostituiro i sotadèi cinedi;
Cosperser altri di leggiere arguzie49
Innumeri epigrammi, e nondimeno
Celebrati nel Lazio: ecco Marziale
Di Spagna a noi venuto; ed ecco Ausonio1100
Che del suo consolato illustra Roma;
Ometto Ortensio, ometto il sapïente
Catone che i poeti, unico, un giorno
Ebbe in onore ed inspirò; tralascio
Di Cornificio gli scherzosi versi;1105
E la Perilla di Ticída, e Cinna




Sedigitus. Mimos sed enim scripsere protervos
Implicitusque Sophron, risuque Philistio tandem700
Perditus; hinc Laerî lascivia multaque Publî
Claruit ausonio sententia dicta theatro.
Pars quoque sotadicos ceu prostituêre cinaedos.
Pars tenues sparsere sales epigrammate multo
Sed Latio celebres: quem misit Iberia Marcum;705
Romuleumque suis exornans fascibus annum
Ausonius; mitto Hortensî doctique Catonis,
Qui solus legit quondam fecitque poetas,
Mitto et Cornificî lusus, Ticidaeque Perillam,