Pagina:Postuma.djvu/32

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32 postvuma.

    Da quella notte non t’ho più veduta
E più nulla di te non seppi mai.
Forse tu sei caduta
Nel vituperio ed aspettando stai,
Seduta sulla porta,
18Chi compri il bacio tuo; forse sei morta.

    Forse, e questo pensier più mi tormenta,
Non ti ricordi più del tuo passato,
E godendo contenta
La casta pace d’un imen beato,
Baci col labbro pio
24I figli d’un amor che non è il mio.

    Nel tempo anch’io sperai che pur conforta,
Che spegne pure ogni dolor più greve.
Ti volli creder morta
Perchè scordarsi degli estinti è lieve,
E dissi al cor mio gramo,
30Dissi all’anima mia: dimentichiamo.

    Invan. Da quella notte io porto in core
Come una piaga che guarir non vuole:
Chiuso nel mio dolore
Odio la terra, maledico il sole,
Maledico la vita,
36Poichè non spero più; tu sei partita