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Pagina:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. I, 1916 – BEIC 1901289.djvu/172

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166 vi - dai «nuovi canti»


          E frattanto sulle pallide
     50scarne guance alla morente,
     che susurra un dolce nome,
     l’agil tinta ricompar;
          e, levata in sulla cóltrice
     la persona amabilmente,
     55le bellissime sue chiome
     ricomincia a inanellar.

          — Madre mia, sí forte l’anima
     tu non sai chi mi riscosse.
     Oh! dell’abito piú bello
     60io mi voglio rivestir.
          Questa notte per le tenebre,
     non so dir come ciò fosse,
     ma la pesta di Ruello
     m’è sembrato di sentir.

          65Guarda, o madre, tra quegli alberi
     dove accenna la mia mano...
     Non ti par che un picciol punto
     si avvicini?... Osserva ancor.
          Ah!... non vedi quella polvere
     70che s’innalza di lontano?...
     Non conosci?... È giunto! è giunto!
     Madre mia... mi fugge il cor. —

          Poveretta! in giro i languidi
     occhi aperse un’altra volta;
     75cercò il sole; e uscí di guerra,
     nominando il suo fedel.
          Poveretta! ai casti talami
     lo aspettava... e fu sepolta.
     Oh speranze della terra!
     80voi finite in un avel.