Pagina:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. II, 1916 – BEIC 1901920.djvu/108

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oh se ritorni!... Ascoltami,
giusto Signor: s’aggreva
315molto fallir sugli òmeri
dolenti di quest’Èva.
Troppo, egli è ver, di Gerico
s’è maculato il fiore;
ma la tua man, Signore,
320purificar lo può.
Pensa che d’Eli e Davide
qua la progenie crebbe,
che qua scintilla il vertice
del portentoso Orebbe,
325che sigillati scorrono
qua sotto i tuoi lavacri,
che qua tra i cedri sacri
la sposa tua fiori.
Verghe, ceffate e spasimi
330scagliano i figli in lei;
gettan sull’aurea clamide
le sorti i farisei.
Fremi, o Signor! la chiamano
regina d’Israele,
335e poi l’aceto e il fiele
le versano cosi!
Fremi, o Signor! la tiepida
famiglia de’ tuoi fidi
ben, lacrimando, annovera
340della tradita i gridi;
ma non si lancia a toglierle
dal sanguinoso crine
il serto delle spine
per darlo ai percussor.