Pagina:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. II, 1916 – BEIC 1901920.djvu/114

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Sacra è la casa, il tempio,
la libertá, la croce,
gli avi, le spose, i pargoli,
il campo ed il confin:
515con chi li lascia offendere
sia l’offensor feroce,
e al neghittoso imbianchisi
nel vituperio il crin.
Non ti turbar, mia tenera,
520mia dolce ispiratrice!
Che l’ansio cor ti palpita
pe’ miei perigli, io so:
ma sia dannata ai vermini
bocca che il ver non dice:
525reo di silenzi al vindice
mio Dio non salirò.
Vieni e partiam. Con vincoli
di fede e di coraggio
ci uni la vita: esanime
530io sarò teco ancor.
Mi bacerai de’ lúgubri
ceri notturni al raggio,
mi deporrai sul feretro,
lo cingerai di fior.
535Quindi sull’erma lapide,
chiusa in tuo vel pudico,
risponderai, se a chiedere
ti venga il passeggier:
— Le spoglie pie qua dormono
540d’un mio profondo amico,
cui lieti di non risero,
perché non tacque il ver. —