Pagina:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. II, 1916 – BEIC 1901920.djvu/13

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Cosi fu sempre. Ogn’umile
cor che mi stette accanto,
colpa d’infausti oracoli,
imparò presto il pianto.
105Piangi tu pur cosi.
Piangi. Chi amar mi deve
ha il riso incerto e breve.
Piangi ; che questo è il giorno
che alle mie case intorno
110girò la Morte, e l’anima
della tua madre usci.
Dal di che in santi spasimi,
cara, da lei venisti,
ella, con vezzi d’angelo,
115ma desolati e tristi,
la cuna tua vegliò.
Pur colle guance sfatte,
ti die’, soffrendo, il latte;
ma dal vederla estinguersi
120Dio gli occhi tuoi salvò.
Péra dall’anno il memore
mese dei fior! Tu stavi
colle manine a tessere
scherzi d’amor soavi
125sul picciolo origlier,
e, allegra e poverina,
dalla infanti! cortina
ahi ! non vedesti in lenta
requie dormir la spenta,
130né a’ piè del letto assurgere
la croce ed i doppieri