Pagina:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. II, 1916 – BEIC 1901920.djvu/30

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Ebra, Lucia, sul memore
170declivio, in quell istante,
stringe... che mai? la gelida
spoglia del morto amante.
E Satana, giá terzo
nel formidahil scherzo,
175a contemplar quel funebre
bacio d’amor rista.
Sin che ambedue cadaveri
in nodo reo congiunti,
sotto la quercia, al sibilo
180aereo ilei defunti,
ei li serrò nel sasso
feral di Montebasso;
poi mormorò: — Benefica
vi sia l’eternitá! —
185Tinte d’orror le monache
per quella grata infranta,
mentre tcnean capitolo
sull’opra iniqua o santa,
udir come una romba
190di vento avvolto in tromba
passar sovra le cupole,
notte spargendo c gel.
Era l’ombrosa e splendida
di Satana figura,
i95 ch’indi girato ai vortici
della sonante Stura,
vi si tuffò, giocondo
dello aver corso il mondo,
i sacri chiostri a invadere
200e tòr le spose al del.