Pagina:Primi studi dell'ingegnere Tomaso Meduna.djvu/3

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La quinta linea da Fusina a San Giorgio Maggiore sarebbe la più bella ad un tempo, e la più lunga, difficile e dispendiosa. Il solo tragitto della laguna sarebbe già di metri 4880, cioè una metà di più della prima linea. Giunto poi il ponte a toccar Venezia nelle rimota estremità occidentale dell’isola della Giudecca, dovrebbe ancora percorrere tutto il lembo meridionale di quell’isola attraversando orti e giardini e canali per la lunghezza d’altri metri 2020. Poi dovrebbe varcare il profondo canale di S. Giorgio, largo metri 85; e con ciò i passeggieri si troverebbero nell’isola di S. Giorgio Maggiore, divisi ancora dal corpo della città per l’ampio canale di S. Marco largo 300 metri, il cui tragitto in certi momenti non è nè breve, nè piacevole, nè sicuro. Vero è però che lo spettacolo quivi sarebbe propriamente incantevole e stupendo. Nessuna città del mondo può offrire ad un tratto all’attonito sguardo una più bella corona di splendidi edificj, e monumenti di tanti secoli e di tante mirabili vicende. E se si trattasse d’un’opera destinata a ostentazione di publica magnificenza, nessun pensiero potrebbe meglio rispondere all’intento.

Ma non solo il ponte della laguna sarebbe in questa linea lungo una metà di più che nella prima; non
solo l’intera costruzione per la laguna, la Giudecca e S. Giorgio sommerebbe a metri 6985, cioè al doppio della prima linea; ma verrebbe condotta obliquamente attraverso ai larghi e profondi canali Contorta, Vecchio e Nuovo con maggiore difficoltà o maggior pericolo. Altri ponti sarebbero a farsi sui minori canali che frastagliano la Giudecca, e inoltre si dovrebbe gettare sul canale di S. Giorgio un immenso ponte levatoio, il quale per lasciar libero il passo alle numerose barche veliere dovrebbe essere in continuo movimento.

Paragonate fra loro le cinque linee, non è dubbio che la brevità, facilità ed opportunità dell’opera non faccia preferire la prima; quella cioè che da Mestre si dirige a San Giobbe, concedendo pur sempre all’ultima il vanto di una bellezza incomparabile.

La più speciosa objezione che si potrebbe fare alla linea di Mestre si è che Venezia, Fusina e Padova si trovano su una linea retta, mentre passando per Mestre la retta si spezza e forma un angolo assai pronunciato. Ora la linea retta è la più breve di tutte.

Si può rispondere con molte ragioni le quali avevamo raccolte da qualche tempo e servirebbero di complemento alle osservazioni sensatissime proposte dal lodato ingegnere.