Pagina:Programma per la gran linea di via ferrata negli stati pontifici.djvu/10

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

11

DOCUMENTI CITATI



(*)

NOTIFICAZIONE


PASQUALE del Titolo di Santa Prudenziana della Santa Romana Chiesa
Prete CARDINALE GIZZI della Santità di Nostro Signore
PAPA PIO IX Segretario di Stato ecc.


Poichè le riforme giudiziarie e i miglioramenti economici son cose di lunga e matura considerazione, volendo pure il SANTO PADRE che qualche frutto delle Sue sollecitudini si mostri nel giorno medesimo che rinnova in tutti i Suoi amatissimi sudditi con solenni e auguste cerimonie la letizia della Sua esaltazione al Supremo Pontificato, la Commissione deputata a preparare le norme fondamentali per la concessione delle strade ferrate, si è con lodevole premura affrettata di condurre a termine i suoi lavori.

Veduta pertanto la relazione della Commissione medesima, la SANTITÀ SUA Ci ha ordinato di pubblicare le seguenti disposizioni:

ARTICOLO I.

Le linee che il Governo Pontificio considera come di principale importanza, e delle quali autorizza perciò l’esecuzione, sono:

1.° Quella che da Roma per Valle del Sacco mette al Confine Napolitano presso Ceprano;

2.° Quella che congiunge a Roma il Porto d’Anzio;

3.° Quella da Roma a Civitavecchia;

4.° Quella che da Roma, correndo i luoghi più popolosi dell’Umbria, com’è principalmente Foligno e la Valle del fiume Potenza, mette in Ancona; e quindi da Ancona a Bologna, seguendo le tracce della via Flaminia-Emilia.

ARTICOLO II.

La costruzione di queste nuove strade si commetterà alla privata industria di Compagnie rappresentate da sudditi Pontificii, le quali per essere approvate dovranno insieme con la domanda presentare:

1.° La descrizione della linea o delle linee che vorranno condurre;

2.° Le informazioni artistiche ed economiche, che i richiedenti possono dare intorno alle linee medesime;

3.° La determinazione del tempo dentro il quale si obbligheranno di compire gli studi, e poi il lavoro se quelli siano approvati: e del tempo altresì pel quale domandino di godere la concessione dopo il termine dei lavori;

4.° La cauzione che vuol darsi prima di cominciare gli studi, a favore specialmente dei proprietarii le cui terre fossero occupate o patissero qualche danno; e la cauzione con cui prima di metter mano ai lavori si vuol dare al Governo la giusta sicurezza che siano per essere condotti a termine;

6.° L’esposizione dei mezzi con cui intendono di condurre l’impresa, considerato principalmente l’interesse dei sudditi Pontificii, sia in quanto ai capitali sia in quanto all’opera.