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canto decimosettimo. 377


139 Mandò pel giustizier quel traditore,
     E scrisse un brieve per la gran letizia
     Al re Gostanzo, per mostrargli amore,
     Che venissi a veder questa giustizia;
     Dicendo: Sappi, famoso signore,
     Ch’io gli ho a punir di più d’una malizia;
     Com’io dirò nell’altro cantar bello.
     Guardivi sempre l’Angiol Raffaello.



NOTE.

1. contempre. Contempli.

9. scozzonato. Scaltro, accorto. Scozzonare è propriamente domare e ammaestrare i cavalli, o altre bestie da cavalcare. Viene da excocimatus, il quale è formato da cocio, onis, che valeva lo stesso che l’antico arulator; come si cava dalle glosse d’Isidoro: «Arulator cocio». Sesto, intorno la origine di questa voce cocio, dice: «Coctiones dictu ridentur a cunctatione; quod in emendis, vendendisque mercibus, tarde perveniunt ad justi pretii finem.» Da essa venne la voce italiana cozzone, che vale sensale , cioè colui che s’intromette tra il venditore e il compratore per la conclusione d’alcun negozio, specialmente di cavalli; laonde s’adopera anche ad indicare quei che domano, e ammaestrano tali animali.

17. mamalucchi. O Mammaluki: nome d’una dinastia che regnò per alcun tempo in Egitto. Erano in principio schiavi dei Turchi, o Circassi che Melicsaleh avea comperati dai Tartari, ed istruiti nel servigio delle armi. In appresso, sdegnati contro il sultano Moadam, ultimo degli Ajoubiti, perchè a loro insaputa aveva conchiuso un trattato con San Luigi re di Francia, suo prigioniero, lo uccisero, e posero in luogo di lui un di loro, che fu il sultano Azedim, o Monz Ibec. Secondo altri questi Mamaluki si sceglievano d’infra gli schiavi cristiani, ed erano ciò che i giannizzeri fra i Turchi. Il uomo loro viene dalla voce mamluc, che significa colui che è sotto il dominio d'un oltro. Lo Scaligero tiene che cotal voce sia arabica, ma che propriamente significhi una cosa comprata con danaro.

21. gli fu capace. Lo persuase.

23. Però battiamo ec. Non ci lasciamo sfuggire la opportunità.

40. mazzafrusto. Chiamavasi così una specie di frusta, fatta di cinque o sei cordicelle, o fili d’ ottone o di ferro, guerniti in cima di palle di piombo o d'altro, e legata ad un manico di legno o di ferro.

51. con molta sua setta. Con molti della sua setta.

68. E fecegli imbottire ec. Intendi, lo fece bastonare. — nafferi. Lo stesso che naffe o gnaffe; modo imprecativo, simile all’ædepol, e al mehercule de’ Latini , e al νὴ τὸν ἡρακλέα de’ Greci. Si usano forse queste cotali voci in luogo di maffe; quasi dicesse per mia fè. Vedi Varchi, Lezione ec.bizzeffe. Dicesi comunemente a bizzeffe , e vale in abbondanza, o simili.

100. peccia. Pancia

109. erbolaio. Colui che va cercando erbe. Forse qui è preso per Cerretano, che va per le piazze vendendo erbe ed unguenti medicinali, e cavando i denti.

114. Che gentilezza ec. Da quel di Dante:

E cortesia fu lui esser villano.
                    Inf. XXXIII, 160.

mi pare una zacchera. Mi pare un niente. Il Menagio fa venire la

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