Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/133

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130 il morgante maggiore.

117 E dismontato a un oste Pagano,
     Attese Vegliantino a ristorare,
     Ch’era più giorni per coste e per piano
     Andato, ed apparato a digiunare;
     Or lasciam riposarlo lieto e sano;
     €A Astolfo ci bisogna ritornare,
     Che col suo oste fuor della cittate
     Si stava, e molte cose ha ragionate.

118 Videl turbato un dì tutto nel volto,
     E la cagion di ciò volle sapere;
     E’ gliele disse, sanza pregar molto;
     Che ’l signor vuol la sua figlia tenere,
     Se non che gli sarà l’albergo tolto,
     Con essa insieme e la vita e l’avere;
     Ma che più tosto morire è contento,
     Che ubbidir questo comandamento;

119 E la figliuola di sua mano uccidere,
     Innanzi che veder tanta vergogna,
     Chè si sente di duolo il cor dividere.
     Astolfo disse: Questo non bisogna,
     Forse ch’ancor di ciò potresti ridere;
     Or manda a Chiaristante a dir se sogna;
     O se ci manda più suo messaggiero,
     Fa ch’io lo vegga, e lascia a me il pensiero.

120 Ben sai che Chiaristante non soggiorna:
     A mano a mano un messo gli raccocca.
     Disse l’ostiere: Il messaggier ritorna.
     Rispose Astolfo: Non ci aprir tu bocca.
     Costui dicea, che la fanciulla adorna
     Si mandi a corte presto, e pur ritocca.
     Astolfo allo scudier quivi s’accosta,
     E disse: Io ti farò per lui risposta.

121 Rispondi in questo modo a Chiaristante;
     Che ’l popol suo l’ha troppo comportato,
     Ma che e’ potrebbe farne tante e tante,
     Che d’ogni cosa sarà poi purgato;
     Non si dice altro per tutto Levante,
     Se non di questo tristo scellerato:
     Guarda con quanta faccia pur sollecita,
     Come se fussi qualche cosa lecita!