Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/170

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canto ventesimosecondo. 167

124 E sconosciuto ne va con costoro:
     Evvi Beltramo un de’ suoi di Maganza,
     E di Lusanna il conte Pulidoro;
     Di prender Montalbano avea speranza,
     E d’ingannar Gherardo come soro,
     Il Danese e Vivian sotto amistanza:
     E Berlinghier di lungi l’ha veduto,
     E ’l segno del falcon riconosciuto.

125 E ’ndovinossi (ch’era scozzonato,
     E le malizie conosce di Gano),
     Che questo traditor ne va affilato,
     Per far qualche trattato a Montalbano:
     E ha tanto il cammin sollecitato,
     Che costor raggiugneva in un gran piano,
     E domandò chi sia questa brigata,
     E chi sia il capitan di tale armata;

126 E s’egli è Gan con loro, e dove e’ vanno.
     Beltramo una risposta gli fe’ strana:
     Chi e’ si sieno nol dicon, chè nol sanno;
     Ma vanno per la via perch’ell’è piana:
     In questo Ganellon conosciuto hanno,
     Che faceva le mummie,20 anzi befana;
     Ed Aldinghier gridò: S’io ben ti squadro,
     Non se’ tu, Ganellon, traditor ladro?

127 Traditor doloroso, can ribaldo,
     Traditor, padre e capo d’ogni male,
     Traditor nato per tradir Rinaldo,
     Traditor frodolente e micidiale;
     Traditor degno dello eterno caldo,
     Traditor crudo, iniquo e disleale,
     Traditor falso scacciato da corte,
     Traditor falso, io ti disfido a morte.

128 Ed abbassò la lancia con gran fretta;
     Gan gli rispose: Aldinghier, tu ne menti,
     Chè traditor se’ tu con la tua setta,
     E fusti sempre, e tutti i tuoi parenti.
     Beltramo e Pulidor quivi si getta;
     Feriron tutti co’ ferri pungenti
     Aldinghier, tal che gli fororno il petto,
     Perch’eran tre, e lui sol giovinetto.