Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/173

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170 il morgante maggiore.

139 Poi che partiti i Maganzesi sono,
     Aldinghier nostro si venía già manco,
     Ed avea dato a Berlinghieri un suono,
     Dicendo: Io ho passato tutto il fianco;
     Aiutami, fratel discreto e buono.
     Gherardo dicea pur: Chi è il giovan franco?
     Il perchè Berlinghier con molto duolo
     Rispose: È Aldinghier, ch’è tuo figliuolo.

140 Gherardo, quando questo ebbe sentito,
     Iscese in terra, e vanne al giovinetto;
     Ed Aldinghier, c’ha Berlinghieri udito,
     S’inginocchiò, e trassesi l’elmetto,
     E sforzasi il meschin così ferito,
     D’abbracciare il suo padre poveretto:
     E mille volte gli baciò la fronte,
     Ed ha fatto di lacrime una fonte.

141 Gherardo anco piangea d’affezione:
     Domandò della madre Rosaspina:
     Disse Aldinghier: Nella sua regione
     Lasciata l’ho tra’ Saracin reina.
     Sappi che m’ha ferito Ganellone.
     L’anima mia al suo regno cammina.
     E non potè parlar più oltre scorto,
     E cadde appie’ del padre in terra morto.

142 O padre al tutto misero in eterno,
     O padre afflitto, o padre sconsolato,
     O padre in paradiso, e poi in inferno;
     O padre ,che già tanto l’hai bramato,
     O padre, or l’hai perduto in sempiterno:
     O padre, ecco il figliuol che tu hai trovato;
     O padre che mai più ti darai pace,
     Ecco Aldinghier che morto a’ tuo' pie’ jace.

143 Tu non sarai più lieto alla tua vita.
     Gherardo tramortì sopra il suo figlio,
     Come vide quell’anima partita;
     E risentito, e vòlto intorno il ciglio,
     Una cosa parea pazza e smarrita,
     Un uom perduto, fuor d’ogni consiglio:
     Uggier molto e Vivian lo confortorno,
     E giusto il poter lor23 racconsolorno.