Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/185

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182 il morgante maggiore.

199 Io sono un uom c’ho in sommo della bocca
     Un poco troppo il vero alcuna volta,
     E dicolo, e non guardo a chi ciò tocca.
     Tu sai che il ver malvolentier s’ascolta:
     Non domandar se la invidia trabocca
     E se ’l suo stral contro a me poi fa còlta.
     Io vo’ più oltre dirti ogni mio effetto,
     Chè insino a qui non par nulla abbi detto.

200 Tu sai che come un uom t’arreca a noia,
     Non può mai più far cosa che ti piaccia;
     Se dice il ver, tu di’, che dà la soia,29
     Se ti lusinga, e tu di’ che minaccia:
     E’ suoi cagnetti gridon tutti: muoia:
     Così fanno anco i can che vanno a caccia:
     Percuotine un; come tu l’hai percosso,
     Gli altri gli corron tutti quanti addosso.

201 E tutto fanno per parer fedeli,
     E torna prima a te chi l’ha più morso,
     Perchè tu vegga ch’egli ha in bocca i peli;
     Per me non è nè scusa nè soccorso
     Con questi non fedeli, anzi crudeli,
     E son più di mille oche30 in su ’n un torso;
     E se trovassin miglior patto altrove,
     Ti lascerieno in sul terzo di nove.31

202 Dico così, che quanto io facci bene,
     Convien che interpetrato sia al fin male,
     E pòrtone assai volte ingiuste pene;
     Guarda questo odio e invidia quanto vale!
     Certo Aldinghieri a questi giorni avviene
     Ch’andando a Montalban, per via m’assale,
     E dice: Io ti conosco, sconosciuto;
     Come se mai non m’avessi veduto.

203 E vuolsi vendicar d’una novella,
     Che mi levorno con un Diliante,
     Che me n’aveva tenuta favella
     Sempre a camin costui come ignorante:
     La lancia abbassa, ch’era armato in sella;
     Quand’io mi vidi venirlo davante,
     Tu sai ch’ognun la morte va schifando,
     Uccisi lui, che se l’andò cercando.