Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/202

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

canto ventesimoterzo. 199

9 E riscontrati, le lance volorno
     In pezzi in aria, e ’l caval di Rinaldo
     Non resse, e’ pie’ dinanzi sinistrorno,
     Quantunque in sella si tenessi saldo;
     Sì che d’accordo pedon s’affrontorno:
     Perchè Rinaldo, per la stizza caldo
     Diceva: Scendi in su la terra piana,
     O io t’ammazzerò sotto l’alfana.

10 Fuligatto smontò subitamente.
     Quivi si danno colpi di maestro;
     Rinaldo per un colpo che si sente,
     S’inginocchiava dal lato sinestro,
     Poi si rizzò: Fuligatto pon mente;
     Parvegli tanto nel rizzarsi destro,
     E ne’ suoi colpi sì fiero e sì forte,
     Che cominciò a dubitar della morte.

11 E quando egli ebbe un pezzo combattuto,
     Disse: Baron, l’un di noi dee morire;
     Dimmi il tuo nome, ch’almen conosciuto
     T’abbi, s’io debbo alla fine perire.
     Disse Rinaldo: Questo par dovuto:
     Da Montalban Rinaldo mi fo dire.
     Ah! disse Fuligatto se’ tu desso
     Colui ch’a tutto il mondo è noto espresso?

12 Odo che se’ di casa di Chiarmonte,
     Odo che hai tre buon fratei carnali,
     Odo che tu uccidesti Fieramonte,
     Odo se’ il fior de’ guerrier naturali,
     Odo se’ nievo4 a Buovo d’Agrismonte;
     Odo in battaglia più che gli altri vali,
     Odo che hai Frusberta il nobil brando,
     Odo che se’ cugin del conte Orlando.

13 Io son della tua fama innamorato.
     E disse tanto, che Rinaldo va
     Amico suo, fratello e congiurato,5
     Drento al palazzo, e grande onor gli fa;
     Poi s’accordorno mutar luogo e fato:
     E Fuligatto il suo palagio arso ha,
     Dicendo: Mai più uom vo’ che qui vegna,
     Dove stata è la tua persona degna;