Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/211

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
208 il morgante maggiore.

54 Io veggo il sole oscurare e la luna,
     E come a Giosuè fermarsi accenna.
     Oh, quanta gente in Francia si raguna!
     Correrà sangue il gran fiume di Senna:
     Ben si sfoga a suo modo la Fortuna,
     E fiacca in terra e in mar più d’un’antenna.
     Direm quel che seguì nel nuovo canto
     Con la virtù del Santo, Santo, Santo.




NOTE.

2. Aveva il Sol. Costruisci «il marin suolo, la superficie del mare aveva coverto il sole, cioè il sole era tramontato sotto il mare, era notte. — Cedevon gli squadranti ec. Cioè i quadranti, ossia le meridiane erano divenute inutili, essendo notte, e bisognava aver ricorso agli oriuoli per conoscere le ore.

6. E fe’ di sangue ec. Con strana iperbole paragona il sangue versato da Fuligatto al lago di Fucecchio; lago, o piuttosto palude della Toscana, che prende nome da una antica terra posta sulle sue rive.

12. nievo ec. Nipote, voce che forse viene dal francese neveu; ma è aulica e disusata.

13. congiurato. Socio, compagno, in buon significato.

25. tomo. Sustantivo da tomare, che vai quanto cadere. Viene, secondo il Menagio, da titubare; onde il francese tomber.

34. a pigliar lucciole. A perder tempo.

45. ’l pellicino. Il fondo delle vangaiuole, dove si riduce il pesce presovi.

47. bretta ec. Meschina, miserabile. Questa stanza porge l’esempio di ciò che si chiama bisticcio, cioè scherzo, che risulta da vicinanza di parole differenti di significato e simili di suono. Questa figura è chiamata generalmente da’ Greci παρένθεσις.