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252 il morgante maggiore.

29 Del mio signor l’alta corona e magna
     Mi manda a te, famoso Saracino,
     A far la pace, e renderti la Spagna,
     Come trattato fu con Bianciardino;
     Cioè sotto tua insegna si rimagna;
     E giura a te per l’ossa di Pipino,
     Che vuol che questa sia, poi che ti piace,
     Ultima, vera e intemerata pace.

30 Ma perchè e’ Saracin vengon da Sarra,
     Che non tenne la legge di Macone,
     Come la vostra bibbia e nostra narra,
     Vuol che tu abbi la juridizione;
     Cioè che tu comandi, imperi, e garra;
     Ma che più oltre non sare’ ragione,
     Che chi è battezzato si sbattezzi,
     Acciò che Cristo non si scandelezzi.

31 E perchè al conte Orlando fu promesso
     Di coronarlo di questo paese,
     Sappi ch’Orlando il primo m’ha commesso,
     E mostro il petto aperto e ’l cor palese,
     Che vuol che sia tutto tuo regno espresso:
     E non guardar che giurassi al Marchese,
     Non menar la sua sposa Alda la bella,
     Se già non fussi coronata quella.

32 Dunque, Marsilio, tu non hai perduto
     D’avere il Mainetto tuo allevato,
     Chè si ricorda ben, come è dovuto,
     Quanto in tua corte tu l’abbi onorato;
     E pentesi aver teco combattuto:
     Se non ch’e’ dice: il tempo è pur passato
     Con fama, insin che l’uno e l’altro è veglio,
     Ed ogni cosa reputa pel meglio.

33 Da ogni parte che tu vuoi, Marsilio,
     Ti proverrò che Carlo t’ama e stima,
     Perchè molto conforme è il tuo ausilio,
     E per l’altra ragion ch’io dissi prima,
     Quando tu l’allevasti come filio:
     E se tu ti levassi troppo in cima
     Tra le guerre di Francia e della Spagna,
     Quando si perde, e quando si guadagna.