Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/342

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canto ventesimosesto 339

124 Intanto il gran tumulto de’ Cristiani
     Innanzi s’avea messo a saccomanno
     Il campo che fuggiva de’ Pagani,
     Come innanzi a’ lion gli armenti fanno,
     O spesso in parco i cavriuoli e i dani;
     Tal che le grida a’ nugoli su vanno,
     E sopra tutto Rinaldo gli caccia,
     E mentre uccide l’un, l’altro minaccia.

125 Quando Marsilio ha veduto venire
     Il campo suo così miseramente,
     Riprese, come disperato, ardire;
     E innanzi pinse tutta la sua gente,
     E disse: Io so che mi convien morire;
     Ma qualcun altro sarà ancor dolente;
     Sì che le schiere ambo scontrate sono,
     E rimbombava in ogni parte il suono.

126 Rinaldo, quando e’ fu nella battaglia,
     Gli parve essere in ciel tra’ cherubini
     Tra suoni e canti, e nel mezzo si scaglia,
     E minacciava que’ can saracini:
     Tutti sarete straziati, canaglia!
     E cominciava a far de’ moncherini,
     E mozziconi e uomini da sarti;
     E spesso appunto faceva due parti.

127 E così dalla parte de’ Pagani
     Eran venuti con Marsilio innanzi
     Uomini degni e tanti capitani,
     Ch’io non credo con lor molto s’avanzi;
     E faranno ben contro a’ lor sovrani,
     E insegneranno a’ Franciosi i romanzi,
     Forse la solfa della Margherita,10
     Ch’ognuno al fin ci lascerà la vita.

128 Bianciardino avea seco Chiariello
     Di Portogallo, un re famoso e forte,
     Fieramonte di Balzia e il re Fiorello,
     E Balsamin, ch’è peggio che la morte,
     Che sarà pe’ Cristian mortal flagello;
     E s’io non l’ho più detto, Buiaforte
     V’era, figliuol già del famoso Veglio,
     Che facea forse, a non venirvi, il meglio.