Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/381

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378 il morgante maggiore.

162 Questa parola fa ch’ognuno ascolta;
     Gan si turbò, che gli parve sentire:
     Orlando suona la seconda volta.
     Carlo dicea: Pur questo che vuol dire?
     Rispose Gan: Suona forse a raccolta,
     Perchè la caccia sarà in sul finire:
     Da poi ch’ognun qui tace, io ti rispondo;
     Che pensi tu, che rovini là il mondo?

163 E’ par che ancor tu non cognosca Orlando,
     Tanto che quasi ci hai messo sospetto;
     Ch’ogni dì debbe pe’ boschi ir cacciando
     Con Ulivieri e col suo Sansonetto:
     Non ti ricorda un’altra volta, quando
     In Agrismonte, sendo giovinetto,
     Ogni dì era o con orsi alle mani,
     O porci, o cervi, o cavriuoli, o dani?

164 Ma poi che Orlando alla terza risuona,
     Perch'e’ sonò tanto terribilmente,
     Che fe’ maravigliare ogni persona;
     Carlo, il qual era a sua posta prudente:
     Quel corno disse alla fine m’intruona
     L’anima e ’l cuore, e fa tremar la mente,
     Ed altra caccia mi par che di bosco:
     Duolmi che tardi i miei danni conosco.

165 Io mi son risvegliato d’un gran sogno,
     O Gano, o Gano, o Gan; tre volte disse;
     Di me stesso e non d’altri mi vergogno,
     A non creder che questo m’avvenisse;
     D’aiuto e di consiglio è qui bisogno,
     Chè s’apparecchian dolorose risse.
     Voi siete, dico, mondi, ma non tutti,
     E parmi or tempo a giudicare a’ frutti.

166 Pigliate adunque questo traditore:
     Meglio era al mondo e’ non fussi mai suto;
     O scelerato, o crudel peccatore!
     Misero a me, che son tanto vivuto!
     O quanto ha forza un ostinato errore!
     O Malagigi, or t’avessi io creduto!
     Omè, tu eri pur del ver pronostico;
     Ed è ragion se il duol mi par più ostico.