Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/40

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canto decimottavo 37

179 Mentre che questi così se ne vanno,
     La casa ardeva tutta a poco a poco;
     Prima che ’l Dormi s’avvegga del danno,
     Era per tutto appiccato già il foco,
     E non credea che fussi stato inganno:
     Quivi la gente correa d’ogni loco,
     Ma con fatica scampò lui e la moglie;
     E così spesso de’ matti si coglie.

180 Quando fu giorno che l’alba apparie,
     Morgante vede insino alla grattugia,
     E fra sè stesso dicea: Tutto die
     De’ miglior certo s’impicca ed abbrugia;
     Guarda costui quante ciabatte42 ha quie!
     Per Dio, che troppo il capresto s’indugia!
     Disse Margutte: E’ c’è insino alla secchia;
     Non dubitar, questa è l’arte mia vecchia.

181 Noi abbiamo andar per un certo paese,
     Dove da sè non ha chi non vi porta;
     E pure arem danar da far le spese:
     E tutta la novella dicea scorta
     Della cassetta; e come il fuoco accese;
     Come egli ebbe il cammel fuor della porta;
     E come il Dormi se n’andò a dormire,
     Ma il fuoco l’arà fatto risentire.

182 Morgante le mascella ha sgangherate
     Per le risa talvolta che gli abbonda,
     E dicea pure: O forche sventurate,
     Ecco che boccon ghiotto o pèsca monda!
     Non vi rincresca s’un poco aspettate:
     Costui pur mena almen la mazza tonda:43
     Quanto piacer n’arà di questo Orlando,
     S’io lo vedrò mai più, che non so quando!

183 Dicea Margutte: In questo sta il guadagno;
     Quanto tu lasci più il brigante scusso,
     Tu puoi cercar per tutto d’un compagno,
     Che d’ogni cosa sia, com’io, malfusso.
     Nè, per ghermire, altro sparvier grifagno
     Non ti bisogna, o Zingaroo, Arabo o Usso;44
     Quel che si ruba non s’ha a saper grado,
     E sai ch’io comincio ora a trar pel dado.45