Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/406

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canto ventesimosettimo. 403

287 E come e’ fu l’alta vendetta e magna
     Vulgata e sparta per tutta Aragona
     E pe’ paesi d’intorno di Spagna,
     Laudava ognun di Carlo la Corona:
     Nè creder ch’un sol principe rimagna,
     Che a vicitarla non venga in persona;
     Ed ognun par di tal cosa contento,
     E così biasimava il tradimento.

288 Vennon molti signor d’ogni linguaggio,
     Mentre che Carlo indrieto si tornava,
     A giurar fede e tributo ed omaggio:
     E così questa gente cavalcava.
     Or, per non fare a’ miei lettori oltraggio,
     Che spesso il troppo cantar lungo grava,
     Convien ch’io chiami pur l’aiuto santo
     Alla mia istoria nel seguente canto.



NOTE.

12. scrima. Scherma.

22. Chirone. Il famoso Centauro che allevò Achille fanciullo. — gammautte. Ferro chirurgico, che serve a aprire i grossi tumori.

25. le buschette. Le cose rubate; da buscare.

24. Chi non è meco. Detto di Gesù Cristo.

28. fi’ di can. Figlio di cane.

54. neve monachina. Cioè non bianca, come suole, ma di un colore quasi tendente al rosso.

55. chiarentane. Era la chiarentana una specie di ballo, e valeva auche qualunque ballo. — Crai e poscrai. Domani e doman l’altro; corrotto dal latino cras e post cras.

81. acerva. Acerba.

84. E non è tempo ec. Non stare a dire al cul vienne significa fuggire con gran prestezza.

87. il Barchino. Annibale.

91. mal del pino. Sorta di malore che viene alle dita, e che il vulgo crede poter guarire con certe superstiziose fattucchierie.

95. piccinaco. Piccinaco significa nano, piccin piccino; il pumilio de’ Latini.

112. Cioè la terra. Accenna qui il dubbio, che anche innanzi Galileo si avevo, che non il sole intorno alla terra, ma questa intorno a quel si volgesse.

114. noi non siam ec. Si suol dire quando alcuno vuol farci ripetere alcuna cosa «e non siam di maggio, che si dicon le cose due volte.» — alla mensa non s’invecchia. Vi è anche un proverbio che dice «a tavola non s’invecchia. »

135. orazion latria. Latría, o Latria è termine de’ Teologi, col quale viene da essi significato il culto che si rende a Dio benedetto, creatore e conservatore dell’Universo. Il Poeta lo ha adoperato a modo di adiettivo.

145. Che non creò ec. Che non sono come quei fiori che nascono a voi in primavera.

157. rubo. Roveto.

168. si truova sanza naso. Forse lo stesso che rimaner con un palmo di naso, cioè trovarsi, o rimaner