Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/429

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426 il morgante maggiore.

107 Fortunato, o ben vissuto vecchio,
     O felice quel giusto che ognun ama,
     O chiaro esemplo di ben fare e specchio,
     O sanza invidia gloriosa fama;
     O ciel, tu porgi a’ suoi merti l’orecchio:
     O popol, che il signor suo morto chiama,
     O buon pastor, chi ben guarda sua gregge,
     O tanto re, quanto e' ben guida e regge!

108 In Aquisgrana la chiesa maggiore,
     Nella Virgine Santa titolata,
     Dallo eccelso e felice imperatore
     Era suta già prima edificata:
     Quivi meritamente a grande onore
     Fu la sua sepultura collocata,
     E sopra a questa aggiunto un arco d’oro
     Nella santa basilica del coro.

109 E perchè il mondo ancor possi ritrarlo,
     Il popol verso lui fu clementissimo,
     E nel sepulcro suo fece scultarlo,
     E lo epitaffio diceva brevissimo:
     Il corpo jace qui del magno Carlo
     Imperator de’ Roman cristianissimo.
     Ma molto importa in sì breve idioma,
     Cristianissimo, e Carlo, e re di Roma.

110 L’anno ottocento quindici correa
     Dalla salute della Incarnazione,
     Carlo settantadue finiti avea,
     E quaranzette dalla promozione,
     De’ quali ultimi quindici tenea
     Colla corona da papa Leone,
     Nel vigesimo quarto dì spirato
     Del mese il quale a Gian fu consecrato.

111 E innanzi alla sua morte segni apparse:
     Che dove il bel pinaculo si bilica,
     Folgore questo rovinò e sparse:
     Un portico cascò della basilica,
     E ’l ponte ch’era appresso a Magonzia arse:
     Però chi queste cose ben rivilica,12
     Come a Cesare il ciel fece qui segno
     D’altro Cesare in terra assai più degno.