Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/69

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66 il morgante maggiore.

107 Non volle la fanciulla palesarsi;
     Domanda della madre e de’ parenti,
     E d’ogni cosa voleva accertarsi,
     Di fratelli e sorelle, e di sue genti:
     Quivi la notte stanno a riposarsi,
     Poi si partirno dall’oste contenti:
     Non parve tempo a rubare a Margutte,
     Che non gli dessi Morgante le frutte.

108 E del camin l’ostier ne l’avvisava,
     Se capitar volevono a Belfiore,
     Che sempre lungo la riva s’andava
     Del Nilo, e non potean pigliare errore.
     Morgante mentre la rena pestava,
     Un coccodrillo dell’acqua esce fore:
     La bocca aperse e credette inghiottillo:
     Disse Margutte: Che fia, coccodrillo?

109 Cotesto è troppo gran boccon da te.
     Morgante in bocca il battaglio gli porse;
     E ’l coccodrillo una stretta gli diè
     E’ denti vi ficcò, sì forte il morse.
     Allor Morgante ritirava a sè
     Presto il battaglio, e ’n bocca gliele storse,
     E spezza i denti l’uno e l’altro filo;
     Poi prese questo e scagliollo nel Nilo.

110 Un miglio o più drento al fiume gittollo,
     Come un certo autor, che ’l dice, ha scritto;
     E se l’avessi preso me’ pel collo,
     Credo gittato l’arebbe in Egitto;
     E nel cader morì sanza dar crollo:
     E ’l gran battaglio da’ denti è trafitto.
     Disse Margutte: Io lo vedevo scorto,
     Ch’egli scoppiava se non fussi morto.

111 Era già vespro, e son presso a quel bosco
     Dove fu presa già questa fanciulla;
     E disse con Morgante: Io riconosco
     Il luogo ov’io fu’ sciocca più che in culla,
     Sanza pensar che dopo al mèle è il tosco:
     Così va chi se stesso pur trastulla,
     Ed è ragion s’al fin mal gliene incoglie,
     Chi vuol cavarsi tutte le sue voglie.