Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/77

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74 il morgante maggiore.

147 Ridea Morgante, sentendo e’ si cruccia.
     Margutte pure alfin gli ha ritrovati;
     E vede che gli ha presi una bertuccia,
     E prima se gli ha messi, e poi cavati;
     Non domandar se le risa gli smuccia,
     Tanto che gli occhi son tutti gonfiati,
     E par che gli schizzassin fuor di testa:
     E stava pure a veder questa festa.

148 A poco a poco si fu intabaccato
     A questo giuoco, e le risa cresceva;
     Tanto che ’l petto avea tanto serrato,
     Che si volea sfibbiar, ma non poteva,
     Per modo egli pare essere impacciato:
     Questa bertuccia se gli rimetteva:
     Allor le risa Margutte raddoppia,
     E finalmente per la pena scoppia.

149 E parve che gli uscissi una bombarda,
     Tanto fu grande dello scoppio il tuono.
     Morgante corse, e di Margutte guarda,
     Dov’egli aveva sentito quel suono,
     E duolsi assai che gli ha fatto la giarda,
     Perchè lo vide in terra in abbandono:
     E poi che fu della bertuccia accorto,
     Vide ch’egli era per le risa morto.

150 Non potè far che non piangessi allotta,
     E parvegli sì sol di lui restare,
     Ch’ogni sua impresa gli par guasta e rotta;
     E cominciò col battaglio a cavare,
     E sotterrò Margutte in una grotta,
     Perchè le fiere nol possin mangiare:
     E scrisse sopr’un sasso il caso appunto,
     Come le risa l’avean quivi giunto.

151 E tolse sol la gemma, che gli dette
     Florinetta al partir: l’altro fardello
     Con esso nella fossa insieme mette:
     E con gran pianto si partì da quello;
     E per più dì come smarrito stette,
     D’aver perduto un sì caro fratello,
     E ’n questo modo ne’ boschi lasciarlo,
     E non potere a Orlando menarlo.