Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/85

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82 il morgante maggiore.

tri; e non è da ammettersi che caffo derivi da capo, cambiato p in f, come crede il Menagio.

127. corpo mio, fatti capanna. Modo proverbiale proprio dei golosi, i quali per saziar la loro voracità, vorrebbero che il lor corpo potesse addivenir largo e capace come una capanna.

132. come un berlingaccio. Si chiama berlingaccio il giovedì che va innanzi il giorno ultimo del carnevale, che dicesi anche giovedì grasso. S’usa dal popolo in detto giorno di darsi a far buona vita, e attendere con ghiottonerie e leccornie a godere e trionfare. Chiamasi questo giorno berlingaccio da berlingare, che significa cinguettare, ciarlare, e simili, massimamente, dice il Varchi nell'Ercolano, quando altri avendo pieno lo stefano e la trippa (chè così chiamano i volgari il corpo o il ventre) e riscaldato dal vino; e da questo verbo chiamano i Fiorentini berlingaiuoli e berlingatori coloro, i quali si dilettano d’empiere la morifia, cioè la bocca, pappando e leccando. E da questo pure si chiama a Firenze berghinella una fanciulla che vada, per mo’ di dire, sberlingacciando, e volentieri si trovi a gozzoviglie e per le taverne, e per conseguente di mala fama. Ora berlingare, secondo la Crusca, vien quasi a dire bere e linguare, cioè ciarlare e cinguettare, avendo ben bevuto. Il Menagio poi dice: Credo da varie linguare. Linguare per loqui l’usarono i Latini. Nelle Glosse d’Isidoro : bene linguatus, eloquens.

136. ingoffo. Significa picchiata; come musone, rugiolone e simili; ed anche boccone gittato altrui in gola per farlo tacere; onde figuratamente si prende per donativo, presente, come in questo luogo.

139. e ’nsacca per due erri. Erro significa quel ferro che suolsi tenere affisso accanto ai pozzi per raccomandarvi le secchie. — era a’ ferri. Vale, era a stretto ragionamento, o simili.

179. com’io mi colleppolo. Colleppolare significa gongolare, dimenarsi tutto per l’allegrezza.— saeppolo. Arco da pallottole per saettare gli uccelli.


CANTO VENTESIMO.




ARGOMENTO.

     Non sono i furbi mai sanza fortuna:
La cosa è chiara in Gano imprigionato.
Orlando in liberarlo uomini aduna,
E in mar viaggia alle procelle allato.
Di Morgante più star non vuol digiuna
La morte, sicchè un granchio l’ha ammazzato.
Liopante muor, che Aldinghier lo stiaccia,
Con cui ognun s’allegra, e te lo abbraccia.


1 Magnifica il Signor l’anima mia,
     E rallegrato è nella sua salute
     Lo spirto di quel ben ch’ognun ddesia;
     Perchè e’ conobbe tra le mie virtute
     L’umiltà di sua ancilla giusta e pia,
     Eternalmente da Lui prevedute;
     Così com’in te fu sempre umiltade,
     Aiuta or me per tua somma pietade.