Pagina:Questioni urgenti (d'Azeglio).djvu/37

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E per quanto riesca difficile a chi non soffre, il trovar parole per dire a chi soffre Aspettate, l’Italia sa di poter far pieno calcolo sulla fermezza e sull’amor patrio dei Veneti, e non dubita di dir loro: La prudenza vuole che aspettiate!



XIII.


Ma la questione è poi tutta di prudenza? Credo abbia un punto di vista più elevato, dal quale è importante esaminarla. Il programma della guerra a primavera ha eccitato una viva polemica. Ma da quanto ho udito, o letto, mi pare che nessuno si sia ricordato del Trattato di Zurigo! Mi sembra però che essendo stato firmato solamente l’anno scorso, non sarebbe esagerazione ammetterlo almeno come elemento di discussione.

Comincerò dal concedere che l’intera storia non è che una continua alternativa di Trattati stipulati, e di Trattati rotti. So benissimo dunque che non sono eterni, e so altresì che la storia appunto in una numerosa serie di casi ha mostrato una grande indulgenza per simili violazioni. A questo giudizio ha generalmente sottoscritto l’opinion pubblica, perchè al suo tribunale la questione d’equità domina generalmente la questione di legalità diplomatica.

Ma se si ammette che i Trattati non sono nè possono essere eterni, sarebbe però una curiosa teoria il dire che i Trattati sono fatti solamente per essere violati!

Non so perchè siano andate in disuso le tregue!

Durante la lunga lotta tra la Francia e l’Inghilterra che cominciò colla battaglia di Crécy, e non si potè dir finita che colla presa di Calais dal duca di Guise (quasi tre secoli!), quante tregue non si contano fra le parti belligeranti?