Pagina:Questioni urgenti (d'Azeglio).djvu/48

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scelta a sede del Governo, ciò non vorrà dire che le altre siano ridotte allo stato di città secondarie.

Genova è stata riunita al Piemonte nel 15. Chi può dire che in 45 anni abbia mai assunto aspetto inferiore a quello di Torino? Chi venisse dagl’Antipodi, ignorasse la geografia, e fosse condotto a Torino poi a Genova, saprebbe egli indovinare quale delle due è la capitale? Lo stesso fu di Milano. Sotto il dominio austriaco, il quale certamente non faceva nè sacrifizii nè sforzi in suo favore, non si mantenne forse nello splendore di capitale? E chi potrà supporre che quelle fra le altre città Italiane le quali per essenza propria tengono da molto tempo il grado e godono i vantaggi di città capitali, abbiano ad un tratto a decadere perchè prive di una Corte e di un Corpo Diplomatico e di alcune Segreterie?

Io considero come una grandissima fortuna per l’Italia il trovarsi materialmente formata in modo che la popolazione ricca, colta ed indipendente non abbia motivi d’agglomerarsi tutta su un medesimo punto. Non ho mai veduto i vantaggi delle grandi capitali, e mi pare di vederne i molti inconvenienti.

Pensiamo invece quanto grande sarà la coltura, la ricchezza, il ben essere, la civiltà distribuita egualmente sull’intera Penisola dal fiorire di tante città, che tutte nel medio evo ebbero colla libertà il doppio della loro attuale popolazione, e che colla libertà la riacquisteranno presto con tutti i miglioramenti materiali portati dalla civiltà presente.

Io penso che non passeranno neppur pochi anni senza che tutti s’avvedano quanto sia vana questa questione della capitale, perchè di capitali ne sarà piena l’Italia.