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valli[1]; ordinando nel medesimo tempo che le artiglierie si volgessero verso gl'inimici; le quali battendogli per fianco[2] fecero qualche danno al retroguardo. Urtrossi in questo mezzo ferocemente la battaglia[3] imperiale con lo squadrone del Re (che ordinariamente era la battaglia, ma secondo camminavano gli Spagnuoli fu l'avanguardia), dove egli, combattendo egregiamente, sosteneva l'impeto degl'inimici; dai quali i suoi furono costretti per il furore degli scoppietti a piegare, insino a tanto che sopravvenendo i Svizzeri, gli Spagnuoli furono ributtati da loro, e dalle cavalleria che gli assaltò per fianco. Ma chiamato dal marchese di Pescara il vicerè, e sopraggiugnendo con i fanti tedeschi, ruppero[4] facilmente, e con molta uccisione, gli Svizzeri; i quali non corrisposero quel giorno in parte alcuna al valore solito a dimostrarsi da loro nelle altre battaglie[5]. Ed essendo il Re con grande numero di genti d'arme nel mezzo della battaglia, e sforzandosi fermare i suoi, dopo avere combattuto molto, ammazzatogli il cavallo, ed egli, benchè leggiermente, ferito nel volto e nella mano, caduto in terra, fu preso da cinque soldati che non lo conoscevano, ma sopravvenendo il Vicerè, dandosi a conoscere, ed egli baciatogli con molta riverenza la mano[6], lo ricevè prigione in nome dell'Imperatore.
Fu il Re condotto il dì seguente dopo la vittoria nella rocca di Pizzichitone; perchè il duca di Milano, per sicurtà propria, mal volentieri consentiva ch'ei fosse condotto nel castello di Milano; dove (dalla libertà in fuori[7], chè era guardato con somma diligenza) era in tutte le altre cose trattato ed onorato come Re.
Guicciardini.