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Le auguro a V. S. felicissime. Sta mo a quello che fa le minestre[1] il concederle; ma se gliele ha da concedere conforme il merito, e secondo che io gliele desidero, eh ehi! non basterà farla degl'Indi e Nabatei arcimonarca[2]. E qui vi lasciò con la pace del Signore.
145. Francesco Redi al cardinale Facchenetti[3].
Benchè in ogni tempo io sia tenuto a pregare Iddio per la conservazione di V. Eminenza, con tutto ciò, non già l'uso del mondo, ma la mia umilissima servitù e devozione mi obbliga[4] a singolarizzarne più del solito i voti in queste sante Feste di Natale, che le auguro felicissime, e colme di tutte quelle grazie che alla sua bontà si convengono. Il Signore Iddio gliele conceda, come io gliele bramo e ne lo supplico, con cento buoni anni di vita, acciò possa del continuo giovare, come fa, a chi vive; e baciandole il lembo della sacra veste la prego a gradire una cassetta che ardisco presentarle di frutti di questi sterili paesi, e un picciolo segno della mia affettuosa devozione[5]. E le fo umilissima riverenza.
146. Il card. Pallavicino al Padre Granieri[6]. A Torino.
La morte di Madama Reale[7] mi fu di sommo cordoglio per due rispetti, per l'utilità pubblica alla quale tanto conferiva il suo buon governo, e per l'onore privato che a me risultata dall'esser io in tanta grazia di così alta Principessa. Secondo l'un' è l'altra considerazione me l'ha temperato la virtù del serenissimo signor Duca[8], il quale dà segni di tanta prudenza e pietà in questa prima applicazione d'amendue le mani alle redini del principato[9], ed a me porge
- ↑ Iam illud nunc restat ut auctor scilicet felicitatia eam petentibus concedat; quæ quidem si pro meritis...
- ↑ ...regnum omnium principem...
- ↑ Arg. Gli augura buone feste.
- ↑ ...et observantis facit ut...
- ↑ observentiæ testimonium...
- ↑ Arg. Per la morte di Maria Cristina di Savoia, detta Madama Reale.
- ↑ Mariæ Cristinæ ducissæ fonus duabus de causis...
- ↑ Carlo Emanuele II
- ↑ qui regnum auspicatus tot...