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Pagina:Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine.djvu/23

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narrazioni 15

andarono verso Lucca guastando il paese. Ma per poca prudenza e meno fede del capitano non si fecero molti progressi[1]. Era loro capitano messer Ramondo di Cardona. Costui, veduto i Fiorentini essere stati per l'addietro della loro libertà liberali, ed aver quella era al re, ora ai legati, ora ad altri di minor qualità uomini concessa, pensava, se conducesse quelli in qualche necessità, che facilmente potrebbe accadere che lo facessero principe. Nè mancava di ricordarlo spesso[2], e chiedeva di avere quell'autorità nella città, che e' gli avevano negli eserciti data, altrimenti mostrava di non potere aver quella ubbidienza, che ad un capitano era necessaria. E perché i Fiorentini non gliene consentivano, egli andava perdendo tempo, e Castruccio lo acquistava; perché gli vennero quelli aiuti, che dai Visconti e dagli altri tiranni di Lombardia gli erano stati promessi; ed essendo fatto forte di genti[3], messer Ramondo come prima per la poca fede non seppe vincere, così dipoi per la poca prudenza non si seppe salvare; ma procedendo con il suo esercito lentamente, fu da Castruccio propinquo ad Altopascio assaltato, e dopo una gran zuffa rotto, dove restarono presi e morti molti cittadini, e con loro insieme messer Ramondo; il quale della sua poca fede e dei suoi cattivi consigli dalla fortuna quella punizione ebbe, che egli aveva dai Fiorentini meritato. I danni che Castruccio fece dopo la vittoria ai Fiorentini di perdere, prigioni, rovine ed arsioni, non si potrebbero narrare; perchè, senza avere alcuna gente all'incontro, più mesi dove e' volle cavalcò e corse, ed ai Fiorentini dopo tanta rotta fu assai il salvare la città.

Mach.

  1. nil præclari gestum.
  2. Cuius sæpe mentionem iniciens postulabat ut quam sibi in exercitu, cantem in arbe auctoritatem concederent, aliter scilicet haud sibi...
  3. copiis auctus...