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| 24 | narrazioni |
vado investì[1]. Talchè non gli volendo la Signoria dare la possessione[2], ne seguì tra il papa e quella nel maneggio di questa cosa nuove offese: oltra di questo faceva in Roma alla famiglia dei Pazzi favori[3] grandissimi, e quella de' Medici in ogni azione disfavoriva. Erano i Pazzi in Firenze per ricchezze e nobiltà allora di tutte l'altre famiglie fiorentine splendidissimi. Capo di quelli era messer Iacopo, fatto per le sue ricchezze e nobiltà del popolo cavaliere[4]. Non aveva altra prole che una figliuola; aveva bene molti nipoti nati di messer Piero e Antonio suoi fratelli, i primi dei quali erano Guglielmo, Francesco, Rinato, Giovanni, ed appresso Andrea, Niccolò e Galeotto. Aveva Cosimo de' Medici, veggendo la ricchezza e nobiltà di costoro, la Bianca sua nipote con Guglielmo congiunta; sperando che quel parentado facesse queste famiglie più unite[5], e levasse via le nimicizie e gli odj, che dal sospetto il più delle volte sogliono nascere. Nondimeno, tanto sono i disegni nostri incerti e fallaci, la cosa procedette altrimenti; perchè chi consigliava Lorenzo, gli mostrava com'egli era pericolosissimo ed alla sua autorità contrario raccozzare nei cittadini ricchezze e stato[6]. Questo fece che a messer Iacopo ed a' nipoti non erano conceduti quelli gradi d'onore, che a loro, secondo gli altri cittadini, pareva meritare. Di qui nacque nei Pazzi il primo sdegno, e nei Medici il primo timore; e l'uno di questi che cresceva[7], dava materia all'altro di crescere, donde i Pazzi in ogni azione, dove altri cittadini concorressero, erano dai magistrati non bene veduti[8].
Mach.
- ↑ Archiepiscopatum ei tradidit
- ↑ Cum tollent Florentiæ rectores Salviatium pontificatum anectari.
- ↑ Patiis quam maxime facebat Medicæ adverebatur.
- ↑ quem populus equitem erraverat
- ↑ ea affinitate coniettiores fori
- ↑ in cives multum divinarum potentiæ conferre.
- ↑ quorum altero crescendo, crescebat et alter; quare...
- ↑ male accepti discedebant.