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| narrazioni | 29 |
27. Galeotto Manfredi signore di Faenza è ucciso a tradimento da sua moglie (1487).
Aveva Galeotto, signore di Faenza, per moglie la figliuola di messer Giovanni Bentivogli, principe in Bologna. Costei o per gelosia, o per essere male dal marito trattata[1], o per sua cattiva natura, aveva in odio il suo marito, ed in tanto procedé coll'odiarlo[2], ch'ella diliberò di torgli lo stato e la vita; e simulata[3] certa sua infirmità si pose nel letto, dove ordinò che venendo[4] Galeotto a visitarla, fosse da certi suoi confidenti, i quali a quello effetto aveva in camera nascosti, morto. Aveva costei di questo suo pensiero fatto partecipe[5] il padre, il quale sperava dopo che fosse morto il genero, divenire[6] signore di Faenza. Venuto per tanto il tempo destinato a questo omicidio, entrò Galeotto in camera della moglie, secondo la sua consuetudine; e stato seco[7] alquanto a ragionare, uscirono dei luoghi segreti della camera gli ucciditori suoi, i quali, sanza che vi potesse fare rimedio l'ammazzorono.
28. Lorenzo de' Medici (1472).
I Fiorentini finita la guerra di Serezana, vissero insino al mdccccxcii, che Lorenzo dei Medici morì, in una felicità[8] grandissima; perchè Lorenzo posate le armi d'Italia, le quali per il senno ed autorità sua s'erano ferme[9], volse l'animo a far grande sì e la città sua, ed a Piero suo primogenito l'Alfonsina figliuola del cavaliere Orsino congiunse; dipoi Giovanni suo secondo figliuolo alla dignità del cardinalato
- ↑ sive a marito durius habita, sive malo ingenia
- ↑ maritum odio prosequebatur quod eo pervenit...
- ↑ Morbo igitur simulata
- ↑ ad se venientem Gelonium...
- ↑ Conatii partcipem patrem fecerat
- ↑ sperabat se, genero sublat, fore
- ↑ et dum secam aliquandiu confabularetur
- ↑ Florentinis a bello... ad... maxima felicitate perfrui venit
- ↑ pace Italia comparata prudentia et auctoritate sua ad gente civitatisque splendorem converent animum